Per televisore

Finlux, Luxor e Regal: cosa montano e cosa si può togliere

· 7 min di lettura

Scheda visiva del Finlux, Luxor e Regal con i dati principali
Finlux, Luxor e Regal: i dati che definiscono l’apparecchio
Scheda tecnica
MarchiFinlux, Luxor, Regal, Techwood, Digihome ed EVVO
Chi firmaSei società del gruppo Vestel
Schede EPREL1.518 scaricate, 1.195 del gruppo
Regal in EPRELNessuna scheda
Nella lista di GoogleNessuna voce di Finlux, Luxor o Regal
SistemaAndroid TV, Google TV, Fire TV, TiVo, VIDAA o Linux
Aggiornamenti8 anni su Finlux, 2 su Luxor e Techwood
FonteEPREL, bilancio 2024 e siti dei marchi

C'è un produttore di televisori in quasi tutti i negozi d'Europa e quasi nessuno sa nominarlo, perché non è mai sul frontale. Si chiama Vestel, è turco e appartiene al gruppo Zorlu. Il suo bilancio 2024 lo descrive come «uno dei primi tre del mercato europeo dei televisori LCD». Sullo scaffale c'è altro: Finlux, Luxor, Regal, Techwood, Digihome, EVVO, e anche Toshiba, Telefunken, JVC, Daewoo e Hitachi.

Cominciamo dal più semplice

Finlux lo racconta sul proprio sito, nella pagina «history», senza lasciare niente da dedurre:

«Finlux is a brand name used by Turkish manufacturer Vestel for a line of consumer electronic related products, including flat screen LED TVs.»

E alla riga del 2006: «Finlux is owned by Europe's largest TV manufacturer, the Turkish electronics manufacturer Vestel, owned by the Zorlu Holding corporate group». La pagina dei contatti di finlux.com non dà nessun indirizzo finlandese: dà «Vestel Trade Co., Organize Sanayi Bölgesi (OSB), 45030 Manisa/Turkey». Il piè di pagina dice ancora «© 2017, FINLUX, Inc.».

La stessa pagina elenca tutti i proprietari del nome: Iskumetalli nel 1964, Lohja, Nokia nel 1992 (che già produceva con i marchi Salora, Schaub-Lorenz e Oceanic), Semi-Tech nel 1996, fallimento nel 2005 e Vestel nel 2006. Cinque proprietari per un marchio che quasi tutti credono finlandese.

La banca dati delle etichette non discute

Ogni televisore venduto nell'Unione europea deve essere registrato in EPREL a nome dell'impresa responsabile. Cercando per marchio e annotando la ragione sociale di chi registra, ecco cosa esce. La colonna di destra sono le schede firmate da una società del gruppo Vestel:

marchio     dichiarate   scaricate   gruppo Vestel
Telefunken       1.046         214             213
Toshiba            883         222             214
JVC                979         213             152
Finlux             508         156             113
Hitachi            265         122             122
Daewoo             244         126             126
Techwood           139          93              93
Vestel              93          72              72
Luxor               90          75              44
Digihome            41          41              41
EVVO                 5           5               5
Regal                0           0               0

Conviene dire come si scarica, perché la colonna di sinistra e quella centrale non coincidono e non c'è nessun trucco: l'API di EPREL restituisce il totale dichiarato, ma la sua paginazione non percorre l'insieme. Con page i blocchi si ripetono, e con offset il tetto sono 50 schede uniche per interrogazione, comunque si ordini. Funzionano invece i filtri energyClass, energyClassHDR e panelTechnology: spezzando l'interrogazione si arriva più lontano. Contando anche i due marchi di controllo del paragrafo seguente, sono quattordici ricerche, 4.573 schede dichiarate e 1.518 scaricate. Di quelle 1.518, 1.195 le firmano sei società del gruppo: Vestel Holland B.V. (674), la sua filiale tedesca (315), VESTEL France (135), Gruppo Industriale Vesit S.p.A. (43), Vestel Holland BV Sucursal en España (23) e Vestel Poland Sp. z o.o. (5).

Per Digihome, Hitachi, Daewoo, Techwood, EVVO e lo stesso marchio Vestel è il 100 % di quanto scaricato. Come controprova sono stati scaricati due marchi simili fuori dal gruppo: le 103 schede Salora le firma Albers Trading BV e le 76 Nabo, Baytronic Handels GmbH. Nemmeno una di Vestel. La prova funziona in entrambe le direzioni.

E quella ragione sociale non è una coincidenza di scrittura: il negozio tedesco del marchio Vestel dichiara «Vestel Holland B.V. Germany Branch Office, Parkring 6, 85748 Garching bei München», esattamente la società che firma 315 schede della tabella.

Regal: zero schede e un dominio morto

Regal non compare in EPREL. Nemmeno una scheda. Non serve: è il marchio turco del gruppo e si vende in Turchia. Il bilancio dice «Vestel has 1,382 Vestel stores and 954 Regal sales points throughout Türkiye, as well as 9 Finlux distributors», e la pagina dei punti vendita indica il dominio: regal-tr.com.

Il dominio che quasi tutti digiterebbero, regal.com.tr, risolve a un IP e poi va in timeout sulle porte 80 e 443. Quello che risponde, regal-tr.com, serve le immagini da vestel.com.tr e ha l'avviso sui cookie firmato «Vestel Ticaret Anonim Şirketi», la stessa società che firma il sito di Vestel. Il marchio non prova nemmeno a nasconderlo.

Illustrazione. Decorativa: i dettagli sono negli schemi nel testo.

Luxor: lo dice l'importatore

luxor.fi è il sito finlandese del marchio, e sta in prima pagina: «Nykyisin Luxorin laadukkaita televisioita valmistaa Vestel ja maahantuo kotimainen Helkama Kodinkoneet», oggi i televisori Luxor li costruisce Vestel e li importa Helkama Kodinkoneet. Quell'importatore è proprio chi firma 15 schede Luxor in EPREL. Altre 16 le firma NetOnNet AB, una catena di negozi svedese, e le firma come fabbricante.

I domini che si proverebbero per primi non portano da nessuna parte: www.luxor.se ha il TLS rotto e via HTTP serve una pagina di 576 byte intitolata «Luxor//Radio»; luxor.no è una sauna a Isfjorden; www.luxor.dk è una società di investimento. E vestel-holland.com, il dominio del nome che firma 674 schede, non risolve affatto.

Otto anni per il Finlux, due per il Luxor

EPREL conserva un campo, minAvailabilitySoftwareUpdatesYears, con gli anni di aggiornamenti promessi dal responsabile. Sulle 1.518 schede scaricate: 914 dicono otto anni, 320 dicono due, nove dicono sette e 275 sono vuote.

L'aspetto interessante è che la ripartizione non la decide chi registra, ma il marchio. Vestel Holland B.V. dichiara otto anni su 67 Finlux, 110 Toshiba e 82 Telefunken, e due anni su 11 Luxor e due Techwood. VESTEL France dichiara due anni su 73 degli 80 Techwood che firma. La stessa impresa promette quattro volte meno a seconda del logo sulla scatola.

Nessuno dei tre è nella lista di Google

L'elenco di questo sito conserva, per ogni modello, il device che il televisore dichiara: la piattaforma su cui è costruito. Viene dalla lista dei dispositivi compatibili di Google Play: 2.228 televisori, 439 marchi, 222 piattaforme.

Finlux, Luxor, Regal, Techwood, Digihome e Vestel non hanno una sola voce. I loro marchi in licenza sì: JVC 79, Daewoo 20, Toshiba 12, Hitachi quattro, EVVO due e Telefunken esattamente una, la piattaforma SW4H, che condivide con altri 24 marchi. Sulla SW6H di JVC ci sono 27 marchi, sulla SW4H_FF dieci.

Cinque sistemi sotto un solo nome

È questo che conta davvero prima di toccare qualcosa. Il negozio tedesco del marchio Vestel vende, nella stessa pagina di televisori, modelli con Android TV, Google TV, Fire TV e TiVo. Il menu televisori di regal-tr.com propone Fire TV, Tivo TV, Vidaa TV e 4K Ultra HD Android TV. E l'importatore finlandese di Luxor avvisa che la sua gamma comprende «älytelevisioita Android- tai Linux-käyttöjärjestelmällä»: gli uni con Android, gli altri con Linux.

Su tre di quei cinque sistemi ADB non può fare niente. Il marchio quindi non dice nulla, la gamma nemmeno, e l'unica cosa che serve è chiedere all'apparecchio:

adb shell getprop ro.product.device

Se il comando non risponde non è un Android TV e questa scheda non è la tua. Se risponde, quello che esce è ciò da cercare nell'elenco, non il nome sul frontale. Ed ecco la parte pratica: la lista di pacchetti di un Toshiba vale per il Telefunken che ne condivide la piattaforma, perché il software non lo scrive il marchio.

Cosa si toglie e cosa no

Si toglie senza pensarci: le app di streaming che non usi, i canali di contenuto gratuito della schermata iniziale e le modalità dimostrative da negozio.

Si guarda prima: il motore di raccomandazioni (com.google.android.tvrecommendations), che pulisce lo schermo ma svuota anche la riga «continua a guardare».

Non si tocca: i servizi Google Play (com.google.android.gms), il launcher (com.google.android.tvlauncher oppure com.google.android.leanbacklauncher) e tutto ciò che comincia per com.android. senza sapere cos'è.

Tutto questo si disfa: un pacchetto disattivato torna con un comando.

Se ne hai uno

Manda l'uscita di adb shell getprop ro.product.device insieme al marchio e al modello commerciale. Finlux, Luxor e Regal non hanno una sola voce nella lista di Google, e due o tre risposte basterebbero a sapere su quali piattaforme stanno. Lo stesso meccanismo con altri nomi è in JVC, Blaupunkt e Hyundai e in Hitachi, Sanyo e Schneider .

Tutto quello che c'è qui vale per un apparecchio di tua proprietà, e ogni disinstallazione è reversibile. I limiti di questo progetto: Cosa facciamo e cosa no