Per televisore

Sony BRAVIA 8: cosa monta di fabbrica e cosa si può togliere

· 6 min di lettura

Scheda visiva del Sony BRAVIA 8 con i dati principali
Sony BRAVIA 8: i dati che definiscono l’apparecchio
Scheda tecnica
Anno2024
SistemaGoogle TV
Risoluzione4K UHD
PannelloOLED
Frequenza120 Hz nativi, dichiarati da Sony
HDRDolby Vision, IMAX Enhanced e DTS:X; niente HDR10+
Archiviazione32 GB
AudioAcoustic Surface Audio+, il pannello è l’altoparlante
ProcessoreXR Processor con XR Triluminos Pro
Connessioni4 HDMI: la 1 e la 2 a 18 Gbps, la 3 e la 4 a 48 Gbps
Gioco4K a 120 Hz solo dalle HDMI 3 e 4; ALLM su tutte e quattro

Il BRAVIA 8 è l’OLED di Sony per il 2024, e ha una particolarità che quasi nessun altro televisore condivide: l’audio non esce da altoparlanti, esce dallo schermo. Alcuni attuatori dietro il pannello lo fanno vibrare, così la voce di chi parla suona esattamente dove si trova la sua faccia. Si chiama Acoustic Surface Audio+ ed è il motivo per cui in molti lo comprano.

Niente di quello che spiega questa pagina lo tocca. Ma c’è un’altra cosa nella sua scheda che conviene guardare prima delle applicazioni.

Quattro porte HDMI, due veloci

Lo dice la stessa Sony nella sua scheda di specifiche, con le cifre davanti: HDMI IN1, IN2 per segnale 4K fino a 18 Gbps; HDMI IN3, IN4 per 4K fino a 48 Gbps.

E più sotto, semmai restasse un dubbio: i 120 Hz passano solo dall’IN 3 e dall’IN 4.

Cioè: se colleghi la console alla prima porta che capita, hai ottime probabilità di giocare a 60 Hz su un televisore da 120. E siccome anche l’eARC della soundbar vuole una di quelle buone, lì c’è una ripartizione da fare con la testa.

L’ALLM, invece, funziona su tutte e quattro.

Dedicarci cinque minuti rende più di qualsiasi pulizia di applicazioni. Fallo per primo.

Che cos’è, in due righe

Un OLED 4K del 2024 con pannello a 120 Hz nativi —Sony lo dichiara così, con queste parole, invece di dare un numero da marketing— governato dall’XR Processor, con trattamento del colore XR Triluminos Pro e XR OLED Motion per il movimento.

Accetta Dolby Vision, IMAX Enhanced e DTS:X. Non accetta l’HDR10+: non compare nemmeno una volta nella sua scheda ufficiale di specifiche.

Dentro monta 32 GB di archiviazione, che per un televisore sono abbondanti. La RAM Sony non la pubblica da nessuna parte.

Prima di toccare qualcosa, se hai una PlayStation

Come il resto della gamma, questo modello porta funzioni che si attivano solo con una PS5 collegata e che dipendono dal dialogo fra televisore e console via HDMI, oltre che da parti del sistema del televisore stesso.

Non sono un’applicazione che puoi elencare e togliere, ma sono un motivo per non disattivare pacchetti di sistema alla cieca qui. Togligli pure applicazioni —quello è sicuro— e lascia stare tutto ciò che non sai nominare.

Come capire se questa scheda è quella del tuo televisore

Sony riusa il nome BRAVIA su molte gamme e molti anni, e la sigla da negozio cambia a seconda del paese. In più, dentro la serie stessa ci sono differenze per pollici: l’audio, per esempio, non è identico su tutti.

In Impostazioni → Sistema → Informazioni trovi il modello e la versione di Android. Con ADB collegato, getprop ro.product.model e getprop ro.build.version.release danno la stessa cosa senza girare per i menu.

Se il tuo televisore dice di essere un BRAVIA di un’altra serie, questa pagina ti serve comunque da orientamento: la parte di Google è quasi identica su tutta la gamma, e quello che cambia è il pannello.

Cosa arriva di fabbrica

Quello di Google. Il launcher (com.google.android.tvlauncher), il motore dei consigli (com.google.android.tvrecommendations), la ricerca vocale (com.google.android.katniss) e i servizi (com.google.android.gms). Su un Sony questo strato pesa in proporzione più che su altre marche, proprio perché il produttore aggiunge meno.

Quello di Sony. Meno di quanto ci si aspetterebbe: le applicazioni di contenuto della casa e qualche assistente di configurazione. I nomi esatti cambiano fra versioni di firmware, quindi elenca i tuoi invece di fidarti di un elenco copiato da internet.

Quello degli altri. Netflix, Prime Video, Disney+ e compagnia arrivano installati e, su molti esemplari, con un tasto dedicato sul telecomando. Il tasto resta anche dopo aver tolto l’applicazione: semplicemente smetterà di portare da qualche parte.

Illustrazione. Decorativa: i dettagli sono negli schemi nel testo.

Cosa si toglie senza pensarci troppo

Le applicazioni di streaming che non usi. Con 32 GB lo spazio non è il problema, ma il resto sì: si aggiornano da sole, compaiono nella riga dei consigli e parlano con i loro server. Se domani ti abboni a una, si reinstalla dal negozio in due minuti.

I canali di contenuto gratuito che riempiono la schermata iniziale sono il secondo caso evidente.

Cosa conviene guardare prima

Il motore dei consigli. Disattivarlo lascia la schermata iniziale pulita, sì, ma svuota anche la riga «continua a guardare», che in una casa con più persone manca più di quanto si creda.

E prima di toccare qualsiasi pacchetto, passa dalle impostazioni sulla privacy del televisore stesso. Sui Sony recenti c’è parecchio da ridurre da lì, senza ADB e senza alcun rischio.

Cosa non va toccato

I servizi Google Play. Sono la base del negozio, degli account e di buona parte delle applicazioni. Senza di loro il televisore si accende e poco altro.

Il launcher, finché non ne hai un altro installato e funzionante. Un televisore senza launcher si accende su una schermata nera, e sistemarla con il solo telecomando è molto più difficile che averci pensato prima.

Tutto ciò che comincia per com.android. senza sapere che cosa sia: com.android.systemui è l’interfaccia di sistema e com.android.settings sono le impostazioni stesse.

E qui, a maggior ragione che altrove: qualsiasi cosa riguardi l’HDMI, l’ingresso video o il controllo dei dispositivi esterni. Da lì passano la faccenda della console, l’eARC e i 120 Hz delle porte buone.

Cosa si nota davvero

Siccome Sony aggiunge meno di altre marche, quello che si guadagna è più modesto che su un televisore carico di applicazioni del produttore: la schermata iniziale smette di proporti serie di servizi che non hai, spariscono le notifiche di contenuto, e l’apparecchio risponde un po’ prima al telecomando nei primi secondi dopo l’accensione.

Quello che non cambia: il pannello OLED, l’elaborazione dell’XR, i 120 Hz né l’audio che esce dallo schermo. Tutto questo vive sotto le applicazioni, ed è esattamente quello che hai pagato.

Dove si colloca nella gamma

Sotto ci sono i Mini LED, come il BRAVIA 5, con più luminosità a schermo pieno ma senza il nero di un OLED. Sopra, i modelli con pannello QD-OLED. Tutti condividono lo stesso Google TV, quindi quello che dice questa pagina vale per l’intera gamma con pochissime differenze: quello che li separa è il pannello e il processore, non il software.

Tutto questo si disfa

Niente di quello che si spiega qui è definitivo. I pacchetti disattivati da ADB tornano con un comando, e un ripristino di fabbrica riporta il televisore esattamente allo stato in cui è uscito dalla scatola.

Qui il sistema non si tocca: si dice soltanto al televisore di non caricare qualcosa che è già installato.

Se ne hai uno

L’elenco delle applicazioni del tuo BRAVIA 8, così come lo restituisce l’apparecchio, è l’unica cosa che manca per chiudere la sua scheda nell’elenco. E se ci dici che pollici hai, meglio ancora: in questa serie non tutti hanno la stessa scheda.

Tutto quello che c'è qui vale per un apparecchio di tua proprietà, e ogni disinstallazione è reversibile. I limiti di questo progetto: Cosa facciamo e cosa no