Xiaomi FX e X Mini LED: cosa montano di fabbrica e cosa si può togliere
· 8 min di lettura
| Anno | 2026 |
|---|---|
| Sistema | Fire TV sul FX; Google TV sull’X |
| Risoluzione | 4K UHD |
| Pannello | Mini LED con 54 zone; 8 bit con FRC |
| Frequenza | 60 Hz; fino a 120 con raddoppio di righe |
| Luminosità | 460 nit minimi, 550 tipici; 600 di picco |
| Contrasto | 5.500:1 |
| HDR | HDR10+, HDR10 e HLG; niente Dolby Vision |
| Memoria | 2 GB di RAM e 32 GB eMMC su entrambi |
| Audio | 2 × 10 W su quattro altoparlanti |
| Connessioni | 3 HDMI, di cui solo una è 2.1 |
| eARC | Sull’unica porta HDMI 2.1 |
| Rete | Wi-Fi 5 e Bluetooth 5.0 |
| Formati | 43", 55", 65" e 75" su entrambi |
Questa scheda esiste per una scoperta che merita di essere raccontata per intero, perché è la cosa più vicina a una prova che abbiamo mai avuto di qualcosa che su questo sito diamo per saputo: che il televisore e il suo sistema operativo sono due cose distinte.
Lo Xiaomi TV FX Mini LED e lo Xiaomi TV X Mini LED sono, secondo l’assistenza tecnica di Xiaomi stessa, lo stesso apparecchio. Non simili: lo stesso.
La prova, dato per dato
Le schede ufficiali dei due modelli da 55 pollici, confrontate campo per campo:
| FX Mini LED 55 | X Mini LED 55 | |
|---|---|---|
| Cella del pannello | ST546AD28-2 |
ST546AD28-2 |
| Risoluzione | 3840 × 2160 | 3840 × 2160 |
| Frequenza | 60 Hz | 60 Hz |
| Profondità di colore | 8 bit + FRC | 8 bit + FRC |
| Zone di attenuazione | 54 | 54 |
| Luminosità minima / tipica | 460 / 550 nit | 460 / 550 nit |
| Processore | fino a 1,3 GHz | fino a 1,3 GHz |
| RAM / archiviazione | 2 GB / 32 GB eMMC | 2 GB / 32 GB eMMC |
| Amplificatore audio | ACM8625P |
ACM8625P |
| Audio | 2 × 10 W | 2 × 10 W |
| HDMI | 3 (due 2.0, una 2.1) | 3 (due 2.0, una 2.1) |
| Chip wi-fi | MTK 7663 |
MTK 7663 |
| HDR | HDR10+, HDR10, HLG | HDR10+, HDR10, HLG |
| Sistema operativo | Fire TV | Google TV |
L’unica differenza numerica di tutta la scheda è la luminosità di picco tipica: 600 nit sul FX e 610 sull’X. Dieci nit, che a questo punto sono rumore di arrotondamento.
Coincide perfino il modello della cella del pannello, e perfino il chip che fa
il wi-fi. Le referenze sono L55MC-FSMEU per il FX e L55MC-SMEU per l’X.
Quello che scegli comprando l’uno o l’altro è il sistema operativo. Nient’altro. Ed è esattamente la decisione che questo sito esiste per aiutarti a prendere a occhi aperti.
Attenzione, perché i nomi si somigliano troppo
Una lettera. Il FX monta Fire TV, quello di Amazon; l’X monta Google TV.
Se leggi il nome di fretta in un negozio, o se cerchi «Xiaomi Mini LED» e clicchi sul primo risultato, hai una probabilità su due di portarti a casa quello che non volevi. E non è un dettaglio da poco: cambiano il negozio di applicazioni, tutti i nomi dei pacchetti, la schermata iniziale e quello che si può togliere.
Controlla la referenza prima di pagare: se nel codice c’è FSM, è Fire TV.
Quello che fra i due cambia davvero
Poco, ma una cosa vale la pena saperla: l’X, dato che monta Google TV, accetta Apple AirPlay. Il FX, con Fire TV, non lo cita nella sua scheda.
Se in casa avete iPhone e mandate spesso video al televisore, quella è una ragione concreta per scegliere l’X.
Per il resto la differenza è quella di sempre fra i due sistemi: Google TV ha il Play Store e un catalogo più ampio; Fire TV ha l’Appstore di Amazon, una schermata iniziale parecchio più commerciale e meno alternative se esageri con la pulizia.
Cosa sono, senza marketing
Adesso i numeri, che conviene guardare da vicino perché il nome promette più di quello che c’è.
54 zone di attenuazione. Su un televisore venduto come Mini LED è pochissimo: quelli di fascia alta ne gestiscono migliaia. Con 54 zone, l’alone attorno agli oggetti luminosi su fondo scuro è inevitabile. Non è un difetto nascosto —Xiaomi lo pubblica—, ma l’etichetta promette più di quanto dia.
60 Hz di pannello. La scheda aggiunge che il DLG arriva a 120 Hz: quella tecnica taglia l’immagine e raddoppia le righe per aggiornare il doppio a scapito della risoluzione verticale. Il pannello è da 60 Hz. Non è un televisore per il gioco ad alta frequenza, e non è un dramma: a questo prezzo non lo è quasi nessuno.
Un avviso collegato: nella scheda vedrai anche «50/60 Hz» nella parte elettrica. Quella è la frequenza della corrente della presa, non quella dello schermo. È una confusione frequente e qualche negozio ne approfitta.
8 bit con FRC, non 10 bit nativi. I colori si ottengono alternando tonalità molto in fretta.
Niente Dolby Vision. Accetta HDR10+, HDR10 e HLG, che non è male, ma il formato di Dolby non c’è. Se lo vuoi su uno Xiaomi, bisogna salire all’S Pro Mini LED.
Quello che invece per il prezzo va bene: 2 GB di RAM e 32 GB di archiviazione, che nella fascia d’ingresso sono abbondanti, e quattro altoparlanti veri —due a gamma intera e due tweeter— per un totale di 2 × 10 W.
Tre porte HDMI, e solo una è veloce
Qui sta il limite pratico che ti condizionerà di più: delle tre porte HDMI, due sono 2.0 e solo una è 2.1. E quell’unica 2.1 è quella che porta l’eARC.
Vuol dire che se colleghi una soundbar, ti occupa la porta migliore che il televisore ha. Non è grave come su un modello da 144 Hz —qui il pannello è da 60, quindi non stai perdendo frequenza—, ma è così: tre porte, una buona, e la buona se la prende l’audio.
C’è inoltre un’uscita ottica digitale, che è un’alternativa ragionevole per la soundbar se preferisci lasciare libera l’HDMI 2.1.
Come capire quale hai
Sul FX (Fire TV): Impostazioni → Il mio Fire TV → Informazioni. Con
ADB, getprop ro.product.model dà un identificatore che di solito comincia per
AFT.
Sull’X (Google TV): Impostazioni → Sistema → Informazioni. Con ADB, lo
stesso comando dà la referenza L__MC-SM__.
E se il tuo esemplare non è europeo, l’X cambia suffisso: SMRU per Russia,
Bielorussia e Kazakistan, SMME per il Medio Oriente e SMSEA per il sud-est
asiatico. In Russia, Bielorussia e Kazakistan il sistema è Android TV invece di
Google TV.
Cosa monta di fabbrica l’X, con Google TV
Quello di Google. Il launcher (com.google.android.tvlauncher), il motore
dei consigli (com.google.android.tvrecommendations), la ricerca vocale
(com.google.android.katniss) e i servizi (com.google.android.gms).
Quello di Xiaomi. Il suo strato di servizi, con pacchetti che di solito
cominciano per com.xiaomi. o com.mitv., più qualche assistente di
configurazione.
Quello degli altri. Netflix, Prime Video, Disney+ e compagnia, per accordo commerciale.
Cosa monta di fabbrica il FX, con Fire TV
Qui non c’è un solo pacchetto di Google. Il prefisso che comanda è
com.amazon.: il launcher (com.amazon.tv.launcher), il negozio
(com.amazon.venezia), Prime Video e un bel numero di servizi di Amazon.
Non c’è il Play Store. Il negozio è l’Appstore, con un catalogo più piccolo. Se esageri togliendo roba, tornare indietro è meno comodo.
ADB funziona uguale su entrambi: sotto, Fire OS è Android. Quello che cambia è l’elenco dei nomi, non il metodo.
Cosa si toglie senza pensarci troppo, su uno come sull’altro
Le applicazioni di streaming che non usi. Con 32 GB lo spazio non stringe, ma il resto sì: si aggiornano da sole, compaiono nella riga dei consigli e parlano con i loro server. Se domani ti abboni, si reinstallano in due minuti.
I canali di contenuto gratuito che riempiono la schermata iniziale: in tutti e due i sistemi ne arrivano diversi.
Cosa conviene guardare prima
Sull’X, le impostazioni sulla privacy del televisore e il motore dei consigli, che a toglierlo lascia la schermata pulita ma svuota la riga «continua a guardare».
Sul FX, vai in Impostazioni → Preferenze → Impostazioni sulla privacy e disattiva la raccolta dei dati di utilizzo e gli annunci basati sugli interessi. Questo toglie buona parte del rumore senza ADB e senza alcun rischio.
Cosa non va toccato
Sull’X, i servizi Google Play e il launcher. Sul FX, com.amazon.venezia e
com.amazon.tv.launcher. Su entrambi, tutto ciò che comincia per
com.android. senza sapere che cosa sia: com.android.systemui è
l’interfaccia di sistema e com.android.settings sono le impostazioni stesse.
Un televisore senza launcher si accende su una schermata nera, e sistemarla con il solo telecomando è molto più difficile che averci pensato prima.
Cosa si nota davvero
Sul FX parecchio più che sull’X, perché parte da più lontano: la schermata iniziale di Fire TV è fra le più commerciali del mercato, e toglierle il rumore cambia molto la sensazione d’uso. Su entrambi: meno attività di fondo, un po’ di spazio recuperato e una schermata iniziale che smette di proporti servizi che non hai.
Quello che non cambia su nessuno dei due: le 54 zone, i 550 nit, i 60 Hz e l’audio. Quello è il televisore, e il televisore è lo stesso.
Tutto questo si disfa
I pacchetti disattivati da ADB tornano con un comando, e un ripristino di fabbrica riporta il televisore allo stato in cui è uscito dalla scatola. Qui il sistema non si tocca: si dice soltanto al televisore di non caricare qualcosa che era già installato.
Se ne hai uno
Ci interessano tutti e due gli elenchi: quello di un FX e quello di un X. Sono lo stesso hardware con due sistemi sopra, quindi metterli uno accanto all’altro mostrerebbe, meglio di qualsiasi articolo, quanto di ciò che un televisore monta ce lo mette il produttore e quanto ce lo mette il sistema. Non conosciamo nessun sito che abbia pubblicato quel confronto.