Per televisore

TCL P755: cosa monta e cosa si può togliere

· 6 min di lettura

Scheda visiva del TCL P755 con i dati principali
TCL P755: i dati che definiscono l’apparecchio
Scheda tecnica
Anno2024
SistemaGoogle TV
Risoluzione4K UHD (3840 × 2160)
PannelloVA · Direct LED
Luminosità350 nit
HDRDolby Vision, HDR10+
Frequenza60 Hz (modalità gioco a 120 Hz per interpolazione)
Gamma coloreFino al 93% DCI-P3
AudioDolby Atmos
Formati43", 50", 55", 65"

Il TCL P755 è tra i televisori più venduti della sua fascia di prezzo, e tra quelli per cui più gente finisce a cercare come ripulirli. Il motivo è quello di sempre: il pannello vale ampiamente quello che costa, e il software che ci gira sopra è fatto per mostrarti delle cose.

Questa scheda è per chi ce l'ha già in casa.

Cos'è, in due righe

Un 4K del 2024 con pannello VA e retroilluminazione diretta, Dolby Vision e Google TV di fabbrica. I 350 nit lo collocano esattamente dov'è: bene in una stanza con la luce sotto controllo, giusto in un salotto a mezzogiorno. I 60 Hz sono 60 Hz veri; il «120» della modalità gioco è interpolazione, non una frequenza del pannello.

Niente di tutto questo è un difetto per quel che costa. È esattamente ciò che è la fascia media, ed è bene saperlo prima di leggere altro: quello che questo televisore non fa via hardware, togliere applicazioni non lo sistema.

Cosa migliora davvero togliendo roba

Quello che è di troppo su un P755 non è il pannello, è ciò che ci gira sopra. A ogni avvio della schermata iniziale, Google TV carica righe di raccomandazioni e contenuti sponsorizzati presi dalla rete. Su un apparecchio con la memoria giusta, si vede nel tempo di risposta del telecomando.

Togliendo il superfluo, quello che cambia davvero è:

  • L'avvio della schermata iniziale, che passa da diversi secondi a quasi istantaneo.
  • La pubblicità dell'interfaccia stessa, che sparisce.
  • Il traffico di rete, che scende a una frazione.

Quello che non cambia: la decodifica video, la luminosità del pannello e quanto ci mette Netflix a caricare un episodio.

Capire se questa scheda è quella del tuo televisore

Il codice dell'etichetta dietro non serve a cercare: TCL vende lo stesso televisore con suffissi diversi a seconda del paese. Quello che identifica davvero un apparecchio è il nome di piattaforma che riporta da solo.

Con il debug ADB attivo:

adb shell getprop ro.product.device
adb shell getprop ro.build.version.release

Il primo restituisce il nome interno della scheda, il secondo la versione di Android. Se coincidono con la scheda della directory sei nel posto giusto; se no, il tuo esemplare è di un'altra partita e quello che si toglie va comunque verificato uno alla volta.

Cosa monta di fabbrica

Un TCL con Google TV porta tre strati di software, e conviene distinguerli perché non si trattano allo stesso modo:

Lo strato Google. Il launcher (com.google.android.tvlauncher), il servizio di raccomandazioni (com.google.android.tvrecommendations), l'assistente (com.google.android.katniss) e le app di contenuti di Google. È qui che vive la pubblicità della schermata iniziale.

Lo strato TCL. Pacchetti sotto com.tcl.*: launcher proprio, temi, sfondi, lo store del produttore e i servizi di aggiornamento. Cambia parecchio tra partite e tra paesi.

Le applicazioni preinstallate. Netflix, Prime Video, YouTube e quelle che hanno pagato per stare lì. Sono applicazioni normali: si tolgono e si reinstallano dallo store quando vuoi.

Per vedere l'elenco vero del tuo:

adb shell pm list packages > mio-tcl.txt

Quel file è il punto di partenza di tutto il resto, ed è l'unica cosa che manca per chiudere la scheda di questo modello nella directory.

Cosa si toglie senza pensarci troppo

Le app di streaming che non usi. Fra i 50 e i 200 MB ciascuna, e i loro aggiornamenti si accumulano. Nessuna è dipendenza di niente.

Le modalità negozio e le demo. Qualsiasi pacchetto con demo, retail o store nel nome. In una casa non fanno assolutamente nulla.

I giochi preinstallati. Non sono mai dipendenza di niente.

Illustrazione. Decorativa: i dettagli sono negli schemi nel testo.

Cosa guardare prima

com.google.android.tvrecommendations. È quello che toglie la riga di raccomandazioni, di solito il motivo per cui la gente arriva qui. Su certi modelli il launcher di fabbrica ci dipende, e toglierlo lascia la schermata iniziale vuota. Se ci vai, installa prima un launcher alternativo e verifica.

Qualsiasi cosa con remote, ir, bluetooth o input nel nome. Lì vive il telecomando. Perderlo è particolarmente fastidioso perché il modo abituale di sistemare qualunque cosa su un televisore è… il telecomando.

I servizi di aggiornamento di TCL. Si possono togliere, ma allora il televisore smette di ricevere patch. Su un apparecchio del 2024 conta ancora.

Cosa non si tocca

com.android.systemui è l'interfaccia: senza, sullo schermo non c'è niente. com.android.settings è il menu delle impostazioni. com.google.android.gms sono i servizi Google, da cui dipendono l'autenticazione e mezza dozzina di app di streaming.

Quanto lo noterai

Meglio mettere l'asticella dove va. Prima di toccare qualsiasi cosa, guarda quanta memoria è libera:

adb shell cat /proc/meminfo | head -3

Confronta MemAvailable con MemTotal. Se il primo è sotto il 15% del secondo, il problema è quello e tutto il resto è secondario. Rifai la misura dopo la pulizia: è così che «va più veloce» diventa un numero.

Su un apparecchio di questa fascia, aspettati un miglioramento netto nell'avvio della schermata iniziale e nella risposta del telecomando, e nessuno nella riproduzione dentro le app. Netflix ci metterà esattamente lo stesso.

Dove sta dentro la gamma

TCL riusa le piattaforme fra le serie, e questo vuol dire che buona parte di quel che si dice qui vale per i suoi vicini:

  • P755: questo. LED diretto, 60 Hz, Google TV.
  • C755: sale a QD-Mini LED e a un pannello di frequenza maggiore. Software quasi identico, quindi l'elenco dei pacchetti si somiglia molto.
  • P745 e serie precedenti: stesso impianto, hardware più stretto. Lì la pulizia si nota di più, proprio perché c'è meno margine.

Se il tuo televisore è uno dei vicini, il procedimento è lo stesso; quello che cambia è l'elenco preciso, e quello lo sa solo chi ce l'ha davanti.

Se il limite è l'hardware

C'è un punto in cui togliere roba smette di rendere. Se dopo la pulizia l'apparecchio resta stretto, quel che rimane non è software: la piattaforma dà quello che ha.

L'uscita sensata non è cambiare televisore, è smettere di chiedergli di essere intelligente. Un lettore esterno via HDMI — un mini PC, un Raspberry Pi, un apparecchio di streaming recente — mette un'interfaccia veloce e aggiornata davanti a un pannello che resta perfettamente buono. Il televisore torna a fare quello che sa fare: mostrare un'immagine.

Tutto questo si disfa

Ogni disinstallazione documentata qui riguarda solo l'utente corrente: il file di fabbrica resta sulla partizione di sistema e il comando di ritorno lo ricollega. Non si scarica niente e il firmware non si tocca.

adb shell cmd package install-existing com.il.pacchetto

E se qualcosa andasse davvero storto, un ripristino di fabbrica riporta il televisore esattamente allo stato in cui è uscito dalla scatola.

Se ne hai uno

La scheda di questo modello nella directory si chiude con una cosa sola: l'elenco delle applicazioni del tuo apparecchio. Trenta secondi con un comando, e risparmia il pomeriggio a chi verrà dopo.

Tutto quello che c'è qui vale per un apparecchio di tua proprietà, e ogni disinstallazione è reversibile. I limiti di questo progetto: Cosa facciamo e cosa no