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Sony BRAVIA 7 e 9: cosa montano di fabbrica e cosa si può togliere

· 8 min di lettura

Scheda visiva del Sony BRAVIA 7 e 9 con i dati principali
Sony BRAVIA 7 e 9: i dati che definiscono l’apparecchio
Scheda tecnica
Anno2024
SistemaGoogle TV sopra «Android TV», senza numero di versione
Risoluzione4K UHD, 3840 × 2160
PannelloLCD con retroilluminazione Mini LED (QLED) e local dimming
Frequenza120 Hz di pannello
HDRHDR10, HLG e Dolby Vision; niente HDR10+
Memoria32 GB; la RAM non viene pubblicata
Audio40 W sul BRAVIA 7; 70 W sul BRAVIA 9
Connessioni4 HDMI: la 1 e la 2 a 18 Gbps, la 3 e la 4 a 48 Gbps
Gioco120 Hz e VRR solo dalle HDMI 3 e 4; ALLM su tutte e quattro
MicrofonoInterruttore fisico: al centro sul 7, a sinistra sul 9
Formati55", 65", 75" e 85" il 7; 65", 75" e 85" il 9

Il BRAVIA 7 e il BRAVIA 9 sono i due Mini LED con cui Sony ha coperto il 2024: uno sul gradino alto del controllo della retroilluminazione, l’altro sul più alto. Stanno insieme in questa scheda perché dentro hanno in comune quasi tutto quello che conta qui: lo stesso Google TV, gli stessi 32 GB, la stessa distribuzione delle porte e la stessa lista di applicazioni di fabbrica.

Quello che cambia sono il pannello e gli altoparlanti, e lo vediamo sotto. Prima, due cose della scheda che rendono più di qualsiasi pulizia di applicazioni.

Le porte veloci sono la 3 e la 4

Sony lo pubblica con i numeri davanti, nella scheda statunitense di entrambi i modelli: HDMI IN1, IN2 ports for 4K(up to 18Gbps) signal, HDMI IN3, IN4 port for 4K(up to 48Gbps) signal. E nell’elenco dei segnali accettati, una nota a piè di pagina che non lascia dubbi: 120Hz is supported by HDMI IN 3 and IN 4.

La scheda europea non dà i gigabit al secondo, ma arriva allo stesso punto per un’altra strada: il VRR compare come «Yes (for HDMI™3/4)» e l’ALLM come «Yes (for HDMI™1/2/3/4)». Tutte e quattro le porte hanno l’HDCP 2.3; solo due corrono.

È il contrario di quello che fanno le altre marche. Su un Philips o su un Panasonic le porte buone sono la 1 e la 2; qui sono le ultime due. Se colleghi per abitudine, sbagli.

Dove sta l’eARC, Sony non lo dice. La scheda conferma che c’è (è elencato insieme a 4K120, VRR, ALLM e SBTM) ma il numero di porta non compare in nessuno dei documenti che abbiamo potuto consultare. Dovrai leggere la serigrafia sul retro. E se cade sulla 3 o sulla 4: con la soundbar collegata ti resta una sola porta veloce.

L’interruttore del microfono, e dove sta su ciascuno

Entrambi hanno il microfono integrato ed entrambi hanno un interruttore fisico per spegnerlo, che è una delle poche cose di privacy che non dipendono da nessun menu. Sony pubblica perfino dove sta, e i due non coincidono: sul BRAVIA 7 la scheda dice «Yes(Center)» e sul BRAVIA 9, «Yes(Left)».

Se lo cerchi a tentoni sotto la cornice e non lo trovi, è per questo: al centro sul 7, verso sinistra sul 9.

Cosa sono, in due righe

Due 4K del 2024 con pannello LCD, retroilluminazione Mini LED (QLED) e local dimming, a 120 Hz di pannello, con il processore XR di Sony al comando. Come memoria, 32 GB, che per un televisore è abbondante. La RAM non viene pubblicata da nessuna parte, né sulla scheda europea né su quella americana.

In HDR accettano HDR10, HLG e Dolby Vision. Non supportano l’HDR10+: la parola non compare nemmeno una volta in nessuna delle loro schede ufficiali. Come nel resto della gamma.

Le sigle europee del BRAVIA 7 sono K-55XR70, K-65XR70, K-75XR70 e K-85XR70; quelle del BRAVIA 9, K-65XR90, K-75XR90 e K-85XR90. Negli Stati Uniti lo stesso apparecchio si vende con un altro codice.

Cosa separa il 7 dal 9

Tutto quello che li distingue sta nella metà bassa della scheda, e niente di tutto ciò si tocca da ADB:

Il pannello. Il BRAVIA 9 dichiara un angolo di visione e un trattamento antiriflesso (X-Anti Reflection); sul BRAVIA 7 quelle due caselle sono vuote. Il 9 aggiunge anche una riga che il 7 non ha, «High Peak Luminance», e alza l’esaltazione del contrasto da XR Contrast Booster 20 a 30. Sony non pubblica né cifre di nit né numero di zone di attenuazione per nessuno dei due.

L’audio. Qui la distanza è ampia. Il BRAVIA 7 dichiara 10W + 10W + 10W + 10W (40 watt) con due vie larghe e due tweeter. Il BRAVIA 9 dichiara 10W + 10W + 10W + 10W + 10W + 10W + 5W + 5W (70 watt) con due tweeter, due medi, due subwoofer e due beam tweeter.

Consumo e formati. Il 7 va da 55 a 85 pollici e dichiara fra 64 e 83 kWh/1000 h; il 9 parte da 65 pollici e dichiara fra 80 e 99. Entrambi restano a 0,50 W in standby.

«Android TV», senza numero

Nel campo del sistema operativo, la scheda europea di entrambi dice «Android TV™», e basta. Il campo del televisore intelligente dice «Google TV™». E la scheda statunitense, che su altri modelli Sony arriva a dichiarare una versione di Android precisa, qui mette «Google TV» in tutti e due i campi.

Cioè: nessuna fonte ufficiale dice che versione di Android montano. È il dato che stabilisce fino a quando alcune applicazioni continueranno ad aggiornarsi, ed è esattamente quello che il produttore non pubblica.

Controllalo sul tuo: in Impostazioni → Sistema → Informazioni compare la versione, e con ADB getprop ro.build.version.release la dà senza navigare nei menu.

Illustrazione. Decorativa: i dettagli sono negli schemi nel testo.

Prima di toccare qualsiasi cosa, se hai una PlayStation

Entrambi portano funzioni che si attivano solo con una PS5 collegata (Sony elenca la regolazione automatica del tono HDR e la modalità immagine per genere) e che dipendono dal fatto che televisore e console si parlino via HDMI.

Non sono un’applicazione che puoi elencare e togliere, ma sono un motivo per non disattivare pacchetti di sistema alla cieca qui. Togli loro applicazioni ( quello è sicuro ) e lascia stare tutto ciò che non sai nominare.

Cosa montano di fabbrica

Lo strato di Google. Il launcher (com.google.android.tvlauncher), il motore di raccomandazioni (com.google.android.tvrecommendations), la ricerca vocale (com.google.android.katniss) e i servizi (com.google.android.gms). Su un Sony questo strato pesa proporzionalmente più che su altre marche, proprio perché il produttore ne aggiunge meno.

Lo strato di Sony. Meno di quanto ci si aspetterebbe: le sue applicazioni di contenuto (la scheda cita SONY PICTURES CORE, con dieci crediti su ventiquattro mesi) e qualche assistente di configurazione. I nomi cambiano fra versioni di firmware: elenca i tuoi.

I terzi. Netflix, Prime Video, Disney+ e compagnia arrivano installate e, su molte unità, con un tasto dedicato sul telecomando. Il tasto resta anche se togli l’applicazione; semplicemente non porterà più da nessuna parte.

Cosa si toglie senza pensarci troppo

Le applicazioni di streaming che non usi. Con 32 GB lo spazio non è il problema, ma il resto sì: si aggiornano da sole, compaiono nella riga delle raccomandazioni e parlano con i loro server. Se domani ti abboni a una, si reinstalla dal negozio in due minuti. I canali di contenuto gratuito che riempiono la schermata iniziale sono il secondo caso chiaro.

Cosa conviene guardare prima

Il motore di raccomandazioni. Disattivarlo lascia la schermata iniziale pulita, sì, ma svuota anche la riga «continua a guardare», che in una casa con più persone manca più di quanto si creda.

E prima di toccare qualsiasi pacchetto, passa dalle impostazioni di privacy del televisore stesso: sui Sony recenti c’è parecchio che si può ridurre da lì, senza ADB e senza alcun rischio.

Cosa non bisogna toccare

I servizi di Google Play. Sono la base del negozio, degli account e di buona parte delle applicazioni. Senza di loro il televisore si accende e poco altro.

Il launcher, finché non ne hai un altro installato e funzionante. Un televisore senza launcher si accende su uno schermo nero, e sistemarlo con il solo telecomando è molto più difficile che averci pensato prima.

Tutto quello che comincia per com.android. senza sapere cos’è: com.android.systemui è l’interfaccia di sistema e com.android.settings sono le impostazioni stesse.

E qui, con più motivo che altrove: qualsiasi cosa legata all’HDMI, all’ingresso video o al controllo dei dispositivi esterni. Di lì passano la console, l’eARC e i 120 Hz delle porte buone.

Cosa si nota davvero

Siccome Sony aggiunge meno di altre marche, il guadagno è più modesto che su un televisore carico di applicazioni del produttore: la schermata iniziale smette di proporti serie di servizi che non hai.

Quello che non cambia: il pannello, l’elaborazione, i 120 Hz e i watt dell’audio. Tutto questo vive sotto le applicazioni, ed è esattamente ciò che hai pagato.

Tutto questo si disfa

I pacchetti disattivati da ADB tornano con un comando, e un ripristino di fabbrica riporta il televisore allo stato in cui è uscito dalla scatola. Qui non si tocca il sistema: si dice soltanto al televisore di non caricare qualcosa che era già installato.

Se ne hai uno

Di questi due ci mancano due dati che Sony non pubblica: su quale porta sta l’eARC e che versione di Android montano. Entrambi si leggono sull’apparecchio in un minuto. Se ce li dici, questa scheda potrà chiuderli, e la lista di applicazioni che restituisce il tuo televisore fa il resto.

Tutto quello che c'è qui vale per un apparecchio di tua proprietà, e ogni disinstallazione è reversibile. I limiti di questo progetto: Cosa facciamo e cosa no