Sharp FQ5 e FQ8: cosa montano di fabbrica e cosa si può togliere
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| Anno | 2024 |
|---|---|
| Sistema | Google TV |
| Risoluzione | 4K UHD |
| Pannello | VA con QLED e Direct LED |
| Frequenza | 144 Hz nativi |
| Luminosità | Fra 450 e 500 nit dichiarati |
| Zone di attenuazione | Non ne ha |
| HDR | HDR10, HLG e Dolby Vision IQ; niente HDR10+ |
| Audio | 30 W in 2 × 15 W, Harman/Kardon |
| Connessioni | 4 HDMI, ma solo la 3 e la 4 arrivano a 4K e 144 Hz |
| eARC | Sulla HDMI 4 |
| Formati | 50", 55", 65" e 75" |
Cominciamo da quello che fa risparmiare tempo: il FQ5 e il FQ8 sono lo stesso televisore. Condividono la registrazione europea e condividono la scheda tecnica; quello che cambia è il contenuto della scatola, non l’apparecchio. Se li stavi confrontando, smetti.
E poi c’è la trappola di questo modello, che non è colpa di Sharp: la sua scheda dice «4× HDMI 2.1», ed è vero a metà.
Quattro porte, due veloci
La scheda ufficiale lo scrive per intero, fra parentesi quadre, e va riconosciuto perché non lo fanno tutti: 4× HDMI 2.1 [4K@60Hz (HDMI1,2); 4K@144Hz (HDMI3,4)].
Tradotto: tutte e quattro le porte portano l’etichetta 2.1, ma solo la 3 e la 4 accettano il 4K a 144 Hz; le altre due si fermano a 60. Se attacchi la console alla prima porta che capita, hai buone probabilità di giocare a 60 Hz su un televisore da 144.
E c’è un secondo dettaglio agganciato al primo: l’eARC è sulla HDMI 4, una delle due veloci. Con una soundbar collegata lì ti resta una sola porta capace di 144 Hz. Console sulla 3, soundbar sulla 4, e la distribuzione è finita.
Vale la pena dedicarci due minuti prima di qualsiasi pulizia di applicazioni: si guadagna di più.
I 144 Hz di questo sono veri
Va detto, perché in questa fascia di prezzo abbondano quelli che non lo sono. La scheda ufficiale di Sharp dichiara, nella sua tabella di specifiche, una frequenza massima di aggiornamento di 144 Hz, e il VRR arriva alla stessa cifra.
Accanto, nella stessa scheda, compaiono due cose che non sono quella: «AQUOS Smooth Motion 144», che è interpolazione di fotogrammi, e un «Active Motion 1400» che è un indice commerciale senza corrispondenza fisica. Che i tre numeri convivano nella stessa pagina confonde, ma il pannello è da 144 Hz nativi.
Cos’è, in due righe
Un 4K del 2024 con pannello VA, strato a punti quantici —da qui il QLED— e retroilluminazione Direct LED. Sharp dichiara fra 450 e 500 nit di picco.
Quello che non ha, e spiega parecchio: l’attenuazione per zone. Senza, l’HDR si limita a poter mostrare il formato più che a sfruttarlo, perché il televisore non può scurire una parte dello schermo mentre ne illumina un’altra. È normale in questa fascia, ma conviene saperlo prima di comprarlo sperando in un HDR di riferimento.
Accetta HDR10, HLG e Dolby Vision IQ. Non supporta l’HDR10+.
L’audio è di 30 watt in due altoparlanti da 15, con messa a punto Harman/Kardon: un tweeter frontale in seta e un woofer inferiore. Per quello che si usa nella fascia media, è sopra la media.
Un dato che Sharp non pubblica
La memoria. Né la RAM né l’archiviazione compaiono nella scheda ufficiale, né nel manuale, né nella dichiarazione normativa. Non è una dimenticanza di questa pagina: non è pubblicato da nessuna parte.
E si dà il caso che sia il dato che decide quanti anni ti durerà l’apparecchio, perché quando l’archiviazione si riempie le applicazioni smettono di aggiornarsi e alla fine il televisore non riesce ad applicare il proprio aggiornamento.
Puoi scoprirlo tu, ed è la prima cosa che dovresti fare. Con ADB collegato:
df -h /data ti dice quanta archiviazione c’è e quanta ne resta libera.
cat /proc/meminfo | head -1 ti dice la memoria totale.
Senza ADB, in Impostazioni → Sistema → Archiviazione vedrai almeno lo spazio libero, che è già metà della risposta.
Come sapere se questa scheda è quella del tuo televisore
Nel catalogo europeo di Sharp convivono quattro sistemi diversi, e il modello è l’unica cosa che li distingue. Verificato uno a uno sulle schede ufficiali:
- GR, GP, HR e GF montano Google TV. È dove rientra questa pagina.
- GD e GJ montano Roku TV.
- GM, GK, HM, HK e JM montano TiVo OS.
- Nella nomenclatura breve, il suffisso
EGè Google TV eEAè Android 11.
In rete circola una regola secondo cui la lettera del modello indica l’anno —F per il 2024, G per il 2025—. Può darsi che sia vera, ma Sharp non la pubblica da nessuna parte: né nelle pagine di prodotto né nelle schede tecniche compare l’anno di modello. Perciò non la diamo per buona.
Quello che non sbaglia: in Impostazioni → Sistema → Informazioni compaiono
il modello e la versione di Android. Con ADB, getprop ro.product.model dà lo
stesso senza girare fra i menu.
Cosa arriva di fabbrica
Quello di Google. Il launcher (com.google.android.tvlauncher), il motore
di raccomandazioni (com.google.android.tvrecommendations), la ricerca vocale
(com.google.android.katniss) e i servizi (com.google.android.gms). È lo
strato che decide cosa vedi all’accensione.
Quello di Sharp. Poco, rispetto ad altri marchi: qualche assistente di configurazione e qualche applicazione propria. I nomi esatti cambiano fra versioni di firmware, quindi elenca i tuoi invece di fidarti di una lista trovata in rete.
Quello di terzi. Netflix, Prime Video, Disney+ e compagnia arrivano installate per accordo commerciale, non perché il televisore ne abbia bisogno.
Cosa si toglie senza pensarci troppo
Le applicazioni di streaming che non usi. Occupano spazio, si aggiornano da sole, compaiono nella riga delle raccomandazioni e parlano con i loro server. Se domani ti abboni a una, si reinstalla dal negozio in due minuti.
I canali di contenuto gratuito che riempiono la schermata iniziale sono il secondo caso chiaro.
Cosa conviene guardare prima
Il motore di raccomandazioni. Toglierlo lascia la schermata iniziale pulita, ma svuota anche la riga «continua a guardare», che in una casa con più persone si sente mancare.
E prima di toccare qualsiasi pacchetto, entra nelle impostazioni sulla privacy e guarda cosa sta condividendo il televisore. Da lì si riduce parecchio, senza ADB e senza rischi.
Cosa non bisogna toccare
I servizi Google Play. Sono la base del negozio, degli account e di buona parte delle applicazioni. Senza di loro il televisore si accende e poco altro.
Il launcher, finché non ne hai un altro installato e funzionante. Un televisore senza launcher si accende su una schermata nera, e ripararlo con il solo telecomando è molto più difficile che averci pensato prima.
Tutto quello che comincia per com.android. senza sapere cos’è:
com.android.systemui è l’interfaccia di sistema e com.android.settings sono
le impostazioni stesse.
E su questo modello, con particolare attenzione, tutto ciò che riguarda l’HDMI e il controllo dei dispositivi esterni: di lì passano l’eARC della HDMI 4, il VRR e i 144 Hz, cioè proprio quello che rende buono questo televisore.
Cosa si nota davvero
La schermata iniziale smette di proporti serie di servizi che non hai. Spariscono le notifiche di contenuto. E il televisore risponde un po’ prima al telecomando nei primi secondi dopo l’accensione.
Quello che non cambia: i 144 Hz, la luminosità, l’HDR e l’audio Harman/Kardon. Niente di tutto ciò dipende dalle applicazioni installate, e nessuna pulizia gli darà l’attenuazione per zone che non ha.
Tutto questo si disfa
I pacchetti disattivati da ADB tornano con un comando, e un ripristino di fabbrica riporta il televisore esattamente allo stato in cui è uscito dalla scatola. Qui non si tocca il sistema: si dice soltanto al televisore di non caricare qualcosa che era già installato.
Se ne hai uno
L’elenco delle applicazioni del tuo FQ ci interessa, ma ancora di più l’esito
di df -h /data e di cat /proc/meminfo. Con due o tre risposte questa
scheda potrà finalmente dire quanta memoria monta uno Sharp di questa serie,
cosa che oggi non dice nessuno, nemmeno Sharp.