Philips OLED820 e OLED850: cosa montano e cosa si può togliere
· 8 min di lettura
| Anno | 2025 |
|---|---|
| Sistema | Google TV su Android 14 |
| Risoluzione | 4K UHD |
| Pannello | 4K Ultra HD OLED, 3840 x 2160 |
| Frequenza | 144 Hz nativi l'820; 120 Hz l'850. VRR a 144 su entrambi |
| HDR | Tutti e quattro: Dolby Vision, HDR10, HDR10+ Adaptive e HLG |
| Luminosità | Philips non pubblica nessuna cifra in nit |
| Memoria | 32 GB di flash; la RAM non viene pubblicata |
| Audio | 70 W RMS: quattro altoparlanti da 10 W e subwoofer da 30 W |
| Processore | P5 AI Perfect Picture Engine |
| Connessioni | 4 HDMI: solo la 1 e la 2 sono 2.1 a 48 Gbps |
| eARC | Sulla HDMI 2, una delle due veloci |
| Ambilight | Su tre lati in entrambi |
| Formati | 42", 48", 55", 65" e 77" l'820; 55" e 65" l'850 |
Philips è la marca in cui il numero del modello decide se questa pagina ti serve o no. E non è una sfumatura: è la differenza fra poter disattivare pacchetti e non poter toccare niente.
L'OLED820 e l'OLED850 stanno dalla parte buona. Entrambi dichiarano
OS: Google TV™ nella scheda ufficiale, e il manuale di questa famiglia
scrive Android 14 a lettere chiare. Ma un paio di gradini più in basso,
sotto un nome che assomiglia moltissimo, il sistema cambia del tutto.
Dove passa esattamente il confine
Le schede del costruttore lo dicono modello per modello:
- OLED760 e OLED770:
OS: TITAN OS, con 8 GB di memoria. - OLED810, OLED820, OLED850 e OLED860:
OS: Google TV™, con 32 GB.
Titan OS è il sistema di casa Philips e sotto non c'è Android. Senza Android non c'è ADB, non c'è una lista di pacchetti e non c'è niente da disattivare. Tutto quello che spiega questo sito lì smette di valere.
Che 810, 820, 850 e 860 siano la stessa piattaforma non è nemmeno una supposizione: il manuale dell'OLED860 riporta, in un unico documento, i numeri EPREL delle quattro serie. Da quella stessa lista escono i formati, che qui non coincidono: l'OLED820 esiste in 42, 48, 55, 65 e 77 pollici, l'OLED850 solo in 55 e 65.
Quattro HDMI, due veloci, e l'eARC ne occupa una
Le due schede dicono la stessa cosa: HDMI 1/2: HDMI 2.1 banda piena 48 Gbps, fino a 4K 144 Hz. HDMI 3/4: HDMI 2.0. E sotto connettività, eARC sulla HDMI 2. Il manuale lo ripete senza giri di parole: l'eARC è disponibile solo sulla HDMI 2.
Metti insieme le due frasi ed esce il problema. Delle quattro porte solo due corrono, e l'eARC sta su una di quelle due. Se attacchi una soundbar alla HDMI 2 (dove deve andare) ti resta una sola porta veloce. E se colleghi la console alla 3 o alla 4 senza guardare, giocherai a 60 Hz su un televisore che arriva a 144, senza che nulla ti avvisi. Fallo per primo.
I 144 Hz dell'820 e i 120 dell'850
Qui c'è una sorpresa, e va al contrario di quanto suggerisce il numero del modello.
L'OLED820 dichiara 144 Hz di frequenza nativa. L'OLED850 dichiara 120 Hz. Entrambi dichiarano, in un campo a parte, VRR fino a 144 Hz, ed entrambi accettano 3840 x 2160 a 144 Hz come risoluzione in ingresso.
Cioè: sull'850 i 144 Hz arrivano per frequenza variabile, mentre sull'820 il pannello li dà già di suo. Non è un caso isolato: anche l'OLED860 dichiara 144 nativi e l'OLED810, 120. E i due modelli in cima al catalogo, l'OLED910 e l'OLED950, dichiarano 120.
Sulla frequenza nativa, quindi, l'OLED820 sta davanti all'OLED850 e ai due televisori che stanno sopra entrambi. Se giochi da PC, quel dato pesa più del gradino commerciale.
In cosa si differenziano davvero
Condividono quasi tutto: pannello 4K Ultra HD OLED da 3840 x 2160, il P5 AI Perfect Picture Engine, tutti e quattro i formati HDR (Dolby Vision, HDR10, HDR10+ Adaptive e HLG), Ambilight su tre lati, 32 GB, Wi-Fi 802.11ax 2x2 dual band, Bluetooth 5.2, due porte USB, Gamebar 2.0, FreeSync Premium, compatibilità G-Sync, HGiG e telecomando a ricarica wireless. Entrambi sono in classe energetica G, con 84 W in SDR e 112 W in HDR.
E le differenze davvero documentate sono queste:
L'audio, sull'etichetta. Entrambi dichiarano 70 W RMS e la stessa configurazione: quattro altoparlanti da 10 W per medi e alti più un subwoofer da 30 W. Ma l'820 la etichetta come 4.1 e l'850 come 2.1. Stessi altoparlanti, conteggio dei canali diverso, nessuna spiegazione pubblicata.
AirPlay. La scheda dell'850 elenca Works with Apple AirPlay; quella dell'820 non lo nomina. Entrambi risultano compatibili con Apple Home e MATTER.
Il piede e il consumo in standby. L'820 ha un piede centrale in metallo cromato satinato, l'850 un piede ad arco. In standby l'820 dichiara meno di 0,5 W e l'850 meno di 0,3 W.
La luminosità e la RAM: i due buchi
Philips non pubblica una sola cifra di luminosità in nit per nessuno dei due televisori. Né nella scheda tecnica, né nel manuale, né nell'etichetta energetica europea. Non è una dimenticanza di questa pagina: non c'è in nessun documento del costruttore, quindi bisogna affidarsi a misure indipendenti.
Con la memoria vale lo stesso. L'unico dato presente è
Memory size (Flash): 32 GB, che è archiviazione, non memoria di lavoro.
La RAM non viene dichiarata.
L'Ambilight non è un'applicazione
Questo tranquillizza molti prima ancora di toccare qualcosa: l'Ambilight vive nel firmware, non nella lista dei pacchetti. Non c'è nessuna applicazione che tu possa disattivare per sbaglio restando senza luci dietro il televisore. Lo stesso vale per l'elaborazione d'immagine del P5.
Su questi due è su tre lati, non su quattro come sull'OLED910 e sull'OLED950, con modalità gioco, modalità musica e adattamento al colore della parete. Esistono app per telefono e integrazioni di terze parti per comandarlo, e quelle si possono togliere; l'Ambilight in sé continuerà ad accendersi con il televisore.
Come capire se questa scheda è quella del tuo televisore
In Impostazioni → Sistema → Informazioni compaiono il modello e la
versione di Android, che qui dovrebbe dire 14. Con ADB collegato,
getprop ro.product.model dà lo stesso senza passare dai menu.
Se il tuo televisore non nomina Android da nessuna parte, appartiene all'altra metà del catalogo e questa pagina non è la tua.
Cosa arriva di fabbrica
La parte Google. Il launcher (com.google.android.tvlauncher), il motore
dei consigli (com.google.android.tvrecommendations), la ricerca vocale
(com.google.android.katniss) e i servizi (com.google.android.gms). È lo
strato che decide cosa vedi quando accendi.
La parte Philips. Poca roba, e l'importante non sta qui: impostazioni d'immagine, Ambilight ed elaborazione P5 stanno nel firmware. Quello che vedrai è un assistente di configurazione e qualche app di contenuti di marca.
Le terze parti. Le schede dei due modelli citano Netflix, Prime Video, Disney+, Apple TV e YouTube. Il telecomando porta spesso tasti dedicati: il tasto resta anche se togli l'app, e smette semplicemente di portare da qualche parte.
Cosa si toglie senza pensarci troppo
Le app di streaming che non usi. Con 32 GB lo spazio non è il problema, il resto sì: si aggiornano da sole, compaiono nella riga dei consigli e parlano con i loro server. Se domani ti abboni, una si reinstalla dallo store in due minuti. I canali di contenuti gratuiti che riempiono la schermata iniziale sono il secondo caso chiaro.
Cosa conviene guardare prima
Il motore dei consigli. Toglierlo lascia la schermata iniziale pulita, ma svuota anche la riga «continua a guardare», che in una casa con più persone si sente mancare.
E prima di toccare qualsiasi pacchetto, passa dalle impostazioni sulla privacy del televisore stesso. Da lì si può ridurre parecchio, senza ADB e senza rischi.
Cosa non bisogna toccare
I servizi di Google Play. Sono la base dello store, degli account e di buona parte delle applicazioni. Senza di loro il televisore si accende e poco più.
Il launcher, finché non ne hai un altro installato e funzionante. Un televisore senza launcher si accende su uno schermo nero, e sistemarlo con il solo telecomando è molto più difficile che averlo previsto.
Tutto ciò che comincia per com.android. senza sapere cos'è:
com.android.systemui è l'interfaccia di sistema e com.android.settings
sono le impostazioni stesse.
E con particolare attenzione, tutto quello che riguarda l'HDMI e il controllo dei dispositivi esterni: di lì passano l'eARC della HDMI 2, il VRR, l'ALLM e i 144 Hz delle porte buone.
Cosa si nota davvero
La schermata iniziale smette di proporti serie di servizi che non hai, spariscono le notifiche di contenuti e il televisore risponde un po' prima al telecomando dopo l'accensione.
Quello che non cambia: il pannello OLED, l'Ambilight, l'elaborazione P5, i quattro formati HDR e l'audio. Tutto questo vive sotto Google TV.
Tutto questo si disfa
I pacchetti disattivati da ADB tornano con un comando, e un ripristino di fabbrica riporta il televisore allo stato in cui è uscito dalla scatola. Qui non si tocca il sistema: si dice soltanto al televisore di non caricare qualcosa che era già installato.
Se ne hai uno
La lista delle applicazioni del tuo OLED820 o del tuo OLED850, così come la restituisce l'apparecchio, è l'unica cosa che manca per chiudere la sua scheda. E se hai una misura affidabile di luminosità, meglio ancora: è il dato che Philips non pubblica per nessuno dei suoi OLED.