Panasonic Z95A e W90A: cosa montano di fabbrica e cosa si può togliere
· 8 min di lettura
| Anno | 2024 |
|---|---|
| Sistema | Fire TV su entrambi |
| Risoluzione | 4K Ultra HD, 3.840 × 2.160 |
| Pannello | Master OLED Ultimate lo Z95A; Full Array LED il W90A |
| Frequenza | «Up to 144Hz» su entrambi, senza la parola «nativi» |
| HDR | Tutti e quattro: Dolby Vision IQ, HDR10+ Adaptive, HDR10 e HLG |
| Luminosità | Panasonic non pubblica nessuna cifra in nit |
| Attenuazione | Local Dimming Supreme sul W90A; numero di zone non pubblicato |
| Memoria | Panasonic non dichiara né RAM né archiviazione |
| Audio | 160 W lo Z95A da 65" e 150 W quello da 55"; 20 W il W90A |
| Processore | HCX Pro AI Processor MKII su entrambi |
| Connessioni | 4 HDMI su entrambi; VRR e 4K HFR solo dalla 1 e dalla 2 |
| eARC | Sull’HDMI 2, che è una delle due veloci |
| Gioco | G-Sync Compatible solo lo Z95A; FreeSync Premium entrambi |
| Formati | 55" e 65" lo Z95A; 43", 50", 55" e 65" il W90A |
Nel W95A c’era già una contraddizione difficile da mandare giù: un pannello messo a punto con il rigore di Panasonic e una schermata iniziale progettata per venderti roba. Sullo Z95A quella contraddizione cresce, perché lo Z95A è l’OLED di punta del marchio.
La sua scheda ufficiale lo chiama Master OLED Ultimate, gli dà il HCX Pro AI Processor MKII, i quattro formati HDR che esistono (Dolby Vision IQ, HDR10+ Adaptive, HDR10 e HLG), la modalità Filmmaker con sensore di luce, la modalità isf e perfino una modalità calibrata apposta per Netflix.
E nella casella «Smart TV» della stessa scheda c’è scritto Fire TV. Come sul W90A, che costa una frazione. Paghi la calibrazione e accendi sul negozio di Amazon.
Questa scheda è per chi ne ha già uno dei due davanti.
Quattro porte, due veloci, e l’eARC su una di quelle
Panasonic pubblica la ripartizione porta per porta, e bisogna riconoscerglielo perché quasi nessuno lo fa. Sui due modelli è esattamente la stessa:
- eARC: sull’ingresso 2.
- VRR, 4K ad alta frequenza e FreeSync Premium: sugli ingressi 1 e 2.
- ALLM: su tutti.
Metti la prima riga accanto alla seconda ed esce il conflitto: delle quattro porte solo due servono per giocare ad alta frequenza, e l’eARC ne occupa una di quelle due. Con una soundbar collegata ti resta una sola porta veloce. Console sull’HDMI 1, soundbar sull’HDMI 2, e la spartizione è finita.
Se attacchi la console alla 3 o alla 4 senza guardare, non ti avvisa nessuno: semplicemente non avrai né VRR né la frequenza alta.
Dedicarci cinque minuti rende più di qualsiasi pulizia di applicazioni. Fallo per primo.
Cosa sono, in due righe
Lo Z95A è un OLED del 2024 da 55 e 65 pollici. Panasonic dichiara la frequenza come «Up to 144Hz» (la parola «nativi» non compare da nessuna parte) ed è l’unico dei due ad aggiungere G-Sync Compatible sugli ingressi 1 e 2. L’audio sono 160 W su quello da 65 pollici e 150 W su quello da 55, su sette canali più woofer.
Il W90A è il suo fratello a LCD, da 43, 50, 55 e 65 pollici. Stesso processore, stessi quattro formati HDR, stessa ripartizione delle porte e stessa frequenza dichiarata. A scendere è il resto: 20 W di audio in due altoparlanti da 10, due porte USB invece di tre e niente doppio sintonizzatore. Tutte e quattro le misure dichiarano la stessa scheda.
Il W90A non è un Mini LED
Conviene dirlo perché gira il contrario. La scheda di Panasonic riporta
Panel Technology: 4K LCD/Full Array LED, e la sua stessa descrizione di
prodotto lo chiama «Full Array LED». Il Mini LED della gamma è il W95A.
La differenza non è un’etichetta. Panasonic non pubblica quante zone ci siano (né sull’uno né sull’altro), quindi l’unica cosa verificabile è il nome del sistema di attenuazione, che sul W90A è Local Dimming Supreme.
Il microfono dello Z95A non è nel telecomando
Il W90A dichiara Alexa Built-in: Y (with Remote): il microfono è nel
telecomando e bisogna premere un tasto. Lo Z95A dichiara Alexa Built-in: Y (Hands-free): il microfono è nel televisore, in attesa della parola di
attivazione.
Nessuna pulizia di applicazioni spegne quello. Si spegne nelle impostazioni di Fire TV o con l’interruttore fisico del microfono dell’apparecchio, e se il televisore starà in un salotto dove si parla, i due minuti se li merita.
Cosa cambia perché è Fire TV e non Google TV
Se vieni dalla scheda di un televisore con Google TV, dimentica i nomi che hai imparato lì:
Non ci sono pacchetti Google. Niente com.google.android.tvlauncher né
com.google.android.gms. Qui il prefisso che comanda è com.amazon.. La
scheda di Panasonic lo conferma per omissione: su «Google Assistant Built-in» e
su «Works with Google Assistant» c’è un trattino.
Non c’è il Play Store. Il negozio è l’Appstore di Amazon
(com.amazon.venezia), con un catalogo più piccolo. Se togli troppo, tornare
indietro è meno comodo che su un Google TV.
ADB funziona uguale. Fire OS sotto è Android, quindi i comandi sono gli stessi delle altre schede di questo sito. Quello che cambia è l’elenco dei nomi, non il metodo.
Cosa Panasonic non dice
Né la versione di Android sotto Fire OS, né la RAM, né l’archiviazione, né il numero di zone di attenuazione, né una sola cifra di luminosità in nit. Se ne hai vista una, non è uscita da Panasonic.
Il vuoto che dà più fastidio è quello dell’archiviazione, perché è proprio quello che decide quante applicazioni ci stanno e per quanti anni l’apparecchio potrà ancora aggiornarsi. Qui non si riempie con quello che gira sui forum.
Cosa arriva di fabbrica
Quello di Amazon. Il launcher (com.amazon.tv.launcher), il negozio
(com.amazon.venezia), Prime Video e un buon numero di servizi con prefisso
com.amazon.. È la maggior parte di quello che c’è ed è ciò che decide cosa
vedi all’accensione.
Quello degli altri. Netflix, Disney+ e compagnia arrivano installate, e il telecomando di solito ha tasti dedicati. Il tasto resta anche se togli l’applicazione: semplicemente non porterà più da nessuna parte.
Quello di Panasonic. Poco, e questa è la parte interessante: le regolazioni d’immagine (le modalità Filmmaker, la modalità isf, la calibrazione, l’elaborazione) non sono applicazioni. Stanno nel firmware, sotto Fire OS. Nessun elenco di pacchetti arriva lì, ed è per questo che niente di quello che fai qui può rovinarle.
Cosa si toglie senza pensarci troppo
Le applicazioni di streaming che non usi. Occupano, si aggiornano da sole, compaiono nella riga dei consigliati e parlano con i loro server. Se domani ti abboni, si reinstallano dal negozio in due minuti.
I giochi e i servizi associati che arrivano di fabbrica e che non hai mai aperto.
Cosa conviene guardare prima
Su Fire TV ci sono due impostazioni che tolgono buona parte del rumore senza alcun rischio e senza ADB: in Impostazioni → Preferenze → Impostazioni sulla privacy si disattivano la raccolta dei dati d’uso del dispositivo e gli annunci basati sugli interessi. Comincia da lì.
E il motore dei consigliati, che su Fire TV è più intrecciato con la schermata iniziale che su Google TV: puoi svuotare la riga, ma non aspettarti di lasciarla in bianco.
Cosa non bisogna toccare
Il launcher (com.amazon.tv.launcher), finché non ne hai un altro installato e
funzionante. Su Fire TV è più delicato che su un Google TV perché le
alternative sono meno e il negozio di Amazon non le offre.
Il negozio (com.amazon.venezia): senza di lui non puoi reinstallare niente di
quello che togli.
Tutto quello che riguarda l’HDMI e il controllo dei dispositivi esterni, soprattutto se hai una console: di lì passano il VRR, l’ALLM e i 144 Hz.
E tutto quello che comincia per com.android. senza sapere cos’è:
com.android.systemui è l’interfaccia del sistema e com.android.settings
sono le impostazioni stesse.
Annota quello che togli
Vale per qualsiasi televisore, ma su un Fire TV vale il doppio: Amazon riattiva le cose con gli aggiornamenti più spesso di Google. Tieni l’elenco in un file di testo con il comando intero accanto, e salva anche l’elenco completo dei pacchetti prima di toccare qualsiasi cosa.
Come sapere se questa scheda è quella del tuo televisore
In Impostazioni → Il mio Fire TV → Informazioni compaiono il modello e la
versione di Fire OS. Con ADB collegato, getprop ro.product.model dà
l’identificatore interno dell’apparecchio, che in questa famiglia comincia per
AFT.
Panasonic documenta sul sito britannico TV-55Z95AEB e TV-65Z95AEB per lo
Z95A, e TV-43W90AEB, TV-50W90AEB, TV-55W90AEB e TV-65W90AEB per il
W90A. Le lettere finali cambiano da paese a paese. Attenzione al 77 pollici: a
quella misura il modello si chiama TV-77Z93AEB ed è un’altra serie.
Cosa si nota davvero
Una schermata iniziale parecchio meno commerciale, che su un Fire TV è un cambiamento maggiore che su un Google TV perché parte da più lontano. Un po’ di spazio recuperato. E meno attività in secondo piano.
Quello che non cambia, e qui è la cosa importante: l’immagine. Il pannello, i quattro formati HDR, i 144 Hz, la modalità Filmmaker e l’elaborazione di Panasonic restano esattamente uguali. Vivono nel firmware, non nelle applicazioni, ed è proprio quello che hai pagato.
Tutto questo si disfa
I pacchetti disattivati da ADB tornano con un comando, e un ripristino di fabbrica riporta il televisore allo stato in cui è uscito dalla scatola. Qui non si tocca il sistema: si dice soltanto al televisore di non caricare qualcosa che era già installato.
Se ne hai uno
L’elenco delle applicazioni del tuo Z95A o del tuo W90A, così come lo restituisce l’apparecchio, è particolarmente prezioso: in giro ci sono molte meno schede di Fire TV che di Google TV, e su un Panasonic ancora meno. Se ti va di mandarlo, la persona successiva che cercherà questo modello trova il lavoro già fatto.