Hisense UR8 e UR9: cosa montano e cosa si può togliere
· 8 min di lettura
| Anno | 2026 |
|---|---|
| Sistema | HomeOS U9.5, cioè VIDAA con un altro nome |
| Risoluzione | 4K UHD 3840×2160 |
| Pannello | VA con RGB Mini LED, 8 bit + FRC, antiriflesso |
| Frequenza | 180 Hz; il 65UR9S ne dichiara 170 |
| Luminosità | Picco da 2.500 a 3.800 nit l’UR8; da 3.500 a 5.000 l’UR9 |
| Zone | Da 704 a 2.520 l’UR8; da 980 a 1.320 l’UR9 |
| HDR | Dolby Vision IQ, Dolby Vision, HDR10+, HDR10, HLG e IMAX Enhanced |
| Memoria | Hisense non pubblica né RAM né archiviazione |
| Audio | 50 W in 2.1.2 l’UR8; 90 W in 4.1.2 l’UR9, Tuned by Devialet |
| Connessioni | 4 HDMI 2.1 sull’UR8 e solo 3 sull’UR9; Bluetooth 5.4 su entrambi |
| Misure | 55", 65", 75", 85" e 100" l’UR8; 65", 75" e 85" l’UR9 |
Questi due stanno in cima al catalogo spagnolo di Hisense: l’UR8, da 55 a
100 pollici, e l’UR9, da 65 a 85. Entrambi inaugurano la stessa nuova
retroilluminazione, l’RGB Mini LED, ed entrambi dichiarano in scheda lo
stesso sistema: HomeOS U9.5.
Il secondo dato pesa quanto il primo. HomeOS non è Android: niente ADB, nessun pacchetto da disattivare, nessun modo di installare qualcosa da fuori. Il televisore più caro della marca è anche il più chiuso. Andiamo con ordine.
Cos’è l’RGB Mini LED, con le parole di Hisense
Un Mini LED normale illumina lo schermo con migliaia di diodi bianchi, e il colore arriva dopo, quando il cristallo liquido filtra quella luce: per dare un rosso, il filtro butta via quasi tutto il resto.
Qui no. Hisense lo descrive così su entrambe le serie: «ogni LED di questa retroilluminazione usa tre diodi individuali rosso, verde e blu, che funzionano in modo indipendente per creare il colore». La luce esce già colorata, il filtro scarta meno, e da lì arrivano insieme i picchi alti e la cifra di gamma cromatica: BT2020 100 % su tutti e otto i modelli.
Quello che non cambia: davanti c’è ancora un LCD, con il suo alone attorno agli oggetti luminosi sul nero. Alza l’asticella dell’LCD; non è un OLED né un MicroLED.
Una sfumatura di vocabolario che aiuta a confrontare. TCL, che lancia la
stessa tecnologia, ha smesso di chiamare «zone di attenuazione» le sue e le
chiama zone di colore. Hisense mantiene l’etichetta di sempre, Zonas Local Dimming, quindi i suoi numeri si possono ancora mettere accanto a quelli
degli anni precedenti.
Le zone, modello per modello
UR8: 704 il 55", 936 il 65", 1.296 il 75", 1.728 l’85" e 2.520 il 100".
UR9: 1.056 il 65", 980 il 75" e 1.320 l’85".
Rileggi, perché ci sono due stranezze e stanno tutte e due in scheda.
La prima: l’UR9 da 75 pollici dichiara meno zone di quello da 65, 980 contro 1.056. Dentro la stessa serie, il modello più grande scende.
La seconda è più scomoda: l’UR8 dichiara più zone dell’UR9 nelle due taglie in cui coincidono. 1.296 contro 980 a 75 pollici, 1.728 contro 1.320 a 85. Il televisore di sopra ha meno zone di quello di sotto.
Non è impossibile (l’UR9 può distribuirle meglio, o montare un altro pannello) ma Hisense non spiega né l’una né l’altra cosa. Resta quindi un dato pubblicato che va al contrario di quanto suggerisce il prezzo.
La luminosità del titolo non è quella del tuo televisore
I picchi dichiarati in tabella, uno per uno. UR8: 2.500 nit il 55; 3.500 i 65, 75 e 85; 3.800 il 100. UR9: 3.500 il 65, 4.000 il 75 e 5.000 l’85.
E ora il titolo. Su tutte e tre le pagine dell’UR9 (anche su quella del 65, che dichiara 3.500) c’è un blocco che annuncia «Fino a 5000 nit di picco di luminosità». Sulle cinque dell’UR8, compresa quella del 55 che dichiara 2.500, il blocco dice «Fino a 3500 nit».
Quel «fino a» è della serie, non dell’apparecchio. Il numero del tuo televisore sta nella tabella delle specifiche, non nel blocco colorato.
La luminosità tipica, quella che regge una scena intera, è molto più modesta e quasi sempre la stessa: 800 nit su tutti tranne l’UR8 da 55 pollici, che ne dichiara 500.
Tre HDMI sul caro, quattro sull’economico
Non si vede finché non si scende in fondo alla scheda. I cinque UR8
dichiarano quattro porte HDMI 2.1. I tre UR9 dichiarano HDMI4: NA, cioè
solo tre ingressi.
Se in salotto ci sono console, soundbar e decoder, sono finite. E una delle
tre porta l’eARC (l’HDMI3 su tutti e otto i modelli), cioè proprio quella
che occupa la soundbar.
180 Hz, con un’eccezione
Tutti dichiarano 180 Hz di frequenza verticale e VRR a 4K 180 Hz sulle porte, tranne il 65UR9S, che dichiara 170 Hz in entrambi i punti.
C’è una svista divertente sulle pagine stesse: il blocco dell’UR8 intitolato «4 x HDMI 2.1» si vanta di «fino a 165 Hz» a poche righe dalla tabella che dice 180. E la pagina del 65UR9S porta due blocchi di fila, uno da 180 Hz e uno da 170.
L’etichetta: VIDAA, HomeOS, o tutte e due insieme
Qui sta la confusione che porterà molti a cercare in rete perché il televisore nuovo dice una cosa e la scatola un’altra.
Tutti e otto dichiarano Sistema Operativo Smart TV: HomeOS U9.5. Nelle
pagine dell’UR8 il blocco promozionale si intitola «Home Comes to
Life--HomeOS». Fin qui, coerente.
Nelle tre pagine dell’UR9 quello stesso blocco si intitola «Home Comes to Life--VIDAA» e il testo sotto dice «HomeOS usa l’intelligenza artificiale per personalizzare la tua esperienza». I due nomi, nello stesso paragrafo.
E un gradino più su, gli UXQ da 100 e 116 pollici (anch’essi RGB Mini LED)
dichiarano VIDAA U9 nel campo del sistema operativo, e basta.
Non sono sistemi diversi. È lo stesso VIDAA rinominato HomeOS, con il passaggio fatto a metà nel catalogo. Lo raccontiamo per intero, con quello che si può e non si può fare, in Hisense con VIDAA: cosa si può ripulire quando non c’è ADB.
Un avviso, perché la tabella si presta: l’unica riga che dice «Android» è
Anyview Stream, e si riferisce all’app del telefono. Il televisore non monta
Android.
Quello che Hisense non pubblica
Né RAM né archiviazione, su nessuno degli otto. È il dato che decide quanti anni restano all’apparecchio e, su un sistema senza ADB, non puoi nemmeno guardarlo da solo.
Metà della tabella del pannello torna a zero. Contrasto, livello del nero,
tempo di risposta e input lag compaiono come 0 sui cinque UR8 e sul 65UR9S.
Solo il 75UR9S e l’85UR9S li riempiono: l’85 dichiara 8000:1 di contrasto,
0,1 nit di nero, 6 ms di risposta e 8 ms di latenza a 4K 120 Hz.
La scheda del 100UR8S è praticamente vuota: classe energetica, consumo, contrasto e latenza, tutto a zero. E i cinque UR8 lasciano a «-» la riga della dimensione dello schermo, che gli UR9 invece riempiono.
L’USB-C dell’UR9 non compare fra le connessioni. Un blocco delle sue pagine annuncia una porta USB-C che condivide file, proietta a 4K 165 Hz e carica a 10 W. La tabella delle connessioni elenca un USB 2.0 e un USB 3.0, e nessun USB-C.
Per collocare la gamma: il MicroLED da 136 pollici, che sta sopra a tutto questo, ha una pagina che promette «fino a 10.000 nit di luminosità» e la tabella delle specifiche semplicemente in bianco. Nemmeno il sistema operativo.
Cosa montano di fabbrica
Tutti e otto dichiarano le stesse app: Netflix, Prime Video, Disney+, MAX, SkyShowtime, DAZN, Movistar+, YouTube e PlutoTV, più miTele, Atres Player e RTVE a la Carta in Spagna. Dodici in tutto, e il browser di casa, Odin.
Sopra ci vanno ConnectLife, che trasforma il televisore in centro di controllo degli elettrodomestici Hisense, e il comando vocale a mani libere.
Cosa si può togliere
Su HomeOS non c’è pm disable. C’è questo, e non è poco.
Seleziona un’app nella schermata iniziale e, se il sistema lo permette, compare un cestino. Quelle di sistema e quelle presenti per accordo commerciale non ce l’hanno. Le altre se ne vanno.
Riordina la schermata iniziale e manda in fondo quello che non usi. Non sparisce, ma smette di essere la prima cosa che vedi.
Spegni il riconoscimento dei contenuti e la pubblicità personalizzata nelle impostazioni sulla privacy. È la cosa che cambia di più, e sono due minuti.
E non collegare un account se non installerai nulla dallo store: il televisore funziona anche senza.
Cosa non si può fare, per quanto tu legga
Installare app fuori dallo store. Cambiare il launcher. Disattivare componenti di sistema. Collegarsi via ADB. Niente di tutto questo esiste qui, e chi promette il contrario ti sta vendendo qualcosa.
Cosa conviene sfruttare
Tutti e otto dichiarano PVR, time shift e un ordinamento dei canali
esportabile e modificabile su PC, che è una funzione seria e poco conosciuta.
Il telecomando ERF6P66H è solare e si ricarica via USB-C: zero pile. E la
garanzia dichiarata è di 36 mesi.
Se ne hai uno
Manca quello che Hisense non racconta: quanta archiviazione libera segna il menu di informazioni, il consumo che la scheda del 100UR8S lascia in bianco, e se l’UR9 monta davvero l’USB-C che la sua pagina annuncia. Scrivici e lo aggiungiamo.